La notizia bomba 💥
A metà settembre Google ha eliminato il parametro &num=100 dagli URL delle SERP.
Tradotto: non possiamo più vedere 100 risultati in una sola pagina, ma solo 10 per volta.
Per gli utenti non cambia molto, ma per chi lavora in SEO e per i tool come Semrush, Ahrefs e Sistrix è uno scossone enorme.
Adesso i software devono fare 10 richieste al motore di ricerca per raccogliere gli stessi dati che prima ottenevano in una sola volta. Questo significa immancabilmente costi più alti e dati meno fluidi.
Cos’era il parametro &num=100?
Il parametro &num=100 era una scorciatoia che diceva a Google:
“Mostrami 100 risultati in una sola pagina, invece dei soliti 10.”
Per i SEO significava:
- analizzare 100 competitor in un colpo solo;
- ridurre i costi di scraping e raccolta dati;
- avere una visione ampia oltre la prima pagina di Google.
Con la sua rimozione, questa panoramica non è più disponibile.
Perché Google lo ha tolto?
Le ragioni sono abbastanza chiare:
- Ridurre lo scraping massivo
- I tool SEO (Semrush, Ahrefs, ecc.) usavano proprio quel parametro per scaricare centinaia di risultati in un colpo solo.
- Per Google, questo significa milioni di richieste artificiali al giorno → un peso enorme sui suoi server.
- Proteggere il proprio “patrimonio dati”
- Google vive di dati. Più ne lascia a disposizione di terzi, più rischia che altri ci facciano business sopra.
- Limitando l’accesso, obbliga tool e aziende a dipendere sempre di più dai suoi canali ufficiali (GSC, Ads, API a pagamento).
- Allinearsi al suo modello di business
- Se vuoi dati certi e completi, devi pagare Google (ad esempio con campagne Ads o tramite prodotti enterprise).
- Tagliare parametri “comodi” riduce i margini di manovra degli strumenti esterni e spinge il mercato a rivolgersi direttamente a lui.
- Pulizia e standardizzazione: fa parte della politica di Google di eliminare parametri “vecchi” e rendere più snella la navigazione.
Immagina Google come un palco di un grande concerto.
Fino a ieri potevamo guardare tutti e 100 i fan in platea con un solo colpo d’occhio.
Ora il manager (Google) ha deciso che no: puoi vedere solo 10 fan alla volta, e per arrivare agli altri devi passare da 10 controlli di sicurezza.
Perché?
Così tiene la folla più ordinata, limita gli scrocconi che vogliono filmare tutto il concerto e ti costringe a seguire le sue regole.
Morale: per brillare lì davanti, non basta stare in fondo alla sala.
Devi arrivare tra i primi 10 della prima fila. È lì che la musica suona più forte e dove ti vedono davvero

Ecco un grafico semplice che illustra l’effetto della rimozione del parametro &num=100:
- Barre blu = impression → calano
- Linea rossa = posizione media → migliora
Cosa cambia nei report SEO
La rimozione del parametro &num=100 si è già fatta sentire nei dati che vediamo ogni giorno in Google Search Console. Se hai dato un’occhiata ai tuoi report nelle ultime settimane, avrai notato due fenomeni principali che possono sembrare strani a prima vista, ma che in realtà hanno una logica ben precisa.
Impression in calo
Il primo effetto è una diminuzione del numero totale di impression. Non significa che Google non mostri più il tuo sito, ma che molte impression marginali – quelle in fondo alle SERP, dove nessuno arriva mai – non vengono più conteggiate.
Immagina di suonare in un locale: se conti anche chi resta fuori a fumare o chi passa davanti alla porta senza entrare, il pubblico sembra enorme… ma in realtà non ti ha ascoltato nessuno. Ora invece Google conta solo chi davvero “vede il palco”, cioè le posizioni che hanno una reale possibilità di generare clic.
Posizione media in miglioramento
Allo stesso tempo, vedrai che la tua posizione media risulta più alta (ricorda: in SEO “più alta” significa un numero più basso, quindi più vicino alla prima posizione). Questo perché, eliminando quelle impression marginali che abbassavano la media, il dato si avvicina di più alla realtà.
In altre parole, se prima il tuo sito era visto anche in posizione 87 per qualche keyword improbabile, quella apparizione influiva sul calcolo della media. Ora, togliendo il “rumore di fondo”, la fotografia è più pulita: il focus resta sulle keyword dove davvero puoi giocarti la partita.
Non spaventarti: ecco dove guardare adesso
Quando guardi i tuoi report SEO, la prima cosa che può metterti ansia è il calo delle impression. Ma ti assicuro: non è quello il dato su cui devi fissarti. Quello che davvero conta è capire quante persone arrivano davvero sul tuo sito e cosa fanno una volta entrate. In pratica, guarda i click: puoi avere mille impression in meno, ma se i click restano stabili o crescono significa che stai attirando il pubblico giusto.
Un altro punto chiave è la posizione. Essere in top 10 fa tutta la differenza del mondo. Pensaci: quando tu cerchi qualcosa su Google, quante volte vai oltre la seconda pagina? Quasi mai. Ecco perché conviene concentrare le energie per spingere le keyword che hanno potenziale proprio lì, tra i primi dieci risultati.
Per farlo hai uno strumento potentissimo e gratuito: Google Search Console. Non limitarti a guardare le impression: esplora quali query ti portano davvero click, quali pagine stanno crescendo e quali, invece, hanno bisogno di una spinta. È come avere il dietro le quinte del tuo sito sempre a portata di mano.
Poi c’è GA4, che ti dice la verità nuda e cruda: quante persone sono entrate, quanto tempo hanno passato sul sito, se hanno compilato un form o comprato un prodotto. In altre parole, ti mostra il lato “business” della SEO: non solo visibilità, ma risultati concreti.
Infine, una dritta sui competitor: non ti serve più monitorare cento siti diversi per ogni keyword. È tempo perso e dati dispersivi. Scegli i 2-3 competitor più simili a te, magari quelli che ti rubano traffico o che vedi sempre davanti a te in SERP, e studia bene le loro mosse. È molto più utile sapere perché il tuo vicino di casa ha una fila di clienti alla porta, piuttosto che guardare il quartiere intero senza capirci nulla.
📌 Takeaway
- Le impression calano? Non è detto che la SEO vada male: è solo un cambiamento nel modo in cui Google conta i dati.
- La vera battaglia si gioca nei primi 10 risultati.
- Search Console e GA4 diventano ancora più importanti come fonti dati.
- I tool SEO si adatteranno, ma tu non perdere di vista l’obiettivo: clic, traffico e conversioni.
La morale rock 🎸
Google ci sta mandando un messaggio forte e chiaro, quasi come se fosse il frontman di una band che parla al pubblico tra un brano e l’altro: “smetti di inseguire numeri vuoti e concentrati sull’essenza della musica”.
Tradotto per noi SEO: le impression gonfiate o le posizioni che nessuno guarda non servono a nulla. È come avere un pubblico enorme che però resta fuori dallo stadio: ti fa numero, ma non partecipa al concerto.
La vera partita si gioca sul palco, tra i primi 10 risultati, lì dove la musica vibra più forte, dove il pubblico canta con te e dove ti vedono davvero. Se vuoi visibilità, devi salire su quel palco, non restare tra le comparse in fondo alla sala.
Concludendo ti dico questo
La scomparsa del parametro &num=100 non è un’apocalisse, ma una sorta di “reset” che ci obbliga a guardare le cose per quello che sono. È come quando la band decide di cambiare scaletta e togliere i pezzi più deboli: all’inizio ti spiazza, ma poi ti accorgi che il concerto fila meglio, con più energia e più sostanza.
Allo stesso modo, questo cambiamento ci dà l’occasione di ripulire le nostre strategie SEO, eliminare le metriche fuorvianti e puntare su ciò che porta davvero risultati: clic, traffico qualificato, conversioni.
Se vuoi capire come trasformare questo cambiamento in un’opportunità, possiamo parlarne insieme. Prenota una call gratuita con me: ti mostrerò come portare il tuo sito dal pubblico in piedi in fondo allo stadio… fino al centro della prima fila, dove tutti ti vedono e la musica spacca davvero. 🎶